58 | Lo spopolatoio. Beckett con Dante e Cantor

2007-2014

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Edizione:
Napoli, d’if, 2014

http://www.edizionidif.it/archives/000458.html


A ciascuno il suo spopolatore

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Indice
Avvertenza e siglario
L’ombra della pietra
Una folla in delirio
In paradiso con Cantor
Il dolce stil no
Addenda. L’assunzione al vuoto e la foschia del senso
Note e approfondimenti


Quarta di copertina
Ritenuto nel resto del mondo l’autore più significativo del secondo Novecento, se non altro per avere imbastito col suo puntiglioso equilinguismo l’opera più coraggiosamente intramediale finora conosciuta, Samuel Beckett stenta ancora ad avere un pubblico in Italia. Una certa vulgata critica supinamente ideologica, e le strategie di marketing delle allora conclamate «avanguardie», intralciarono senz’altro fra gli anni Sessanta e Settanta la ricezione di questo autore fondamentale per la cultura europea. Le superficiali politiche editoriali che si sono avvicendate poi a partire dagli anni Ottanta, e la progressiva dismissione delle istanze stesse del lavoro critico dal «dibattito culturale», hanno infine contribuito qui da noi a disperderne persino l’opera. E questo sebbene Beckett, studioso appassionato d’italiano, risulti l’autore che più di tutti si sia nel corso del tempo confrontato con chi ha dato inizio e senso alla nostra letteratura.
Questo saggio, ripercorrendo l’immaginario dantesco che attraversa l’intera produzione dell’autore irlandese, e portando allo scoperto la tensione matematica che la sorregge, senza dimenticare il debito contratto col magistero joyciano, si offre dunque al lettore nella speranza di contribuire a risarcire un’assenza fin troppo grave nella nostra cultura.


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